Riconfermato il 100% dei componenti del Consiglio Direttivo Territoriale UISP Jesi, a cui si aggiungono nuove anche forze nuove e giovani. Riconfermato il Presidente Territoriale UISP Jesi Claudio Coppari, che nella sua relazione ha fatto il punto della situazione, in un ampio spaccato che dal locale si è mosso ai problemi del sistema Italia e al cambiamento epocale portato da Barack Obama. Nel 2008 la UISP Jesi ha festeggiato i suoi 25 anni, in concomitanza con i 60 anni della UISP nazionale. “Il nostro Comitato è partito da 300 tesserati nel 1985 ed è arrivato l’anno scorso alla soglia dei 12.000, con associati di età compresa tra 0 e 90 anni, di tutte le fasce sociali e tutte le categorie di sportivi” – spiega con orgoglio il presidente Coppari.
Un’ampia attività quella della UISP di Jesi: Primi Passi, Settore Sport Gioco e Avventura, calcio, pallavolo, nuoto, ginnastica, judo, yoga, arrampicata sportiva, ruzzola, danza; lega Giochi Tradizionali, Lega Equitazione, Area Discipline Orientali, Area Anziani; gestione del Palazzetto dello Sport di Jesi, della palestra in piazza Garibaldi a Chiaravalle, dell’impianto balneare Solaria.
Una mission di grande rilevanza: “l’educazione perseguibile mettendo in campo i valori positivi che lo sport ha già in sé e che troppo spesso nelle Federazioni e nel Coni vengono disattese in nome del business e del risultato ad ogni costo” e il presidente rintraccia questi valori nel rispetto delle regole, del proprio corpo e dei propri limiti, l’educazione al lavoro per ottenere i risultati, l’integrazione, la solidarietà, il rispetto degli altri, il movimento come linguaggio universale che unisce e lo sport come contributo all’educazione universale.
Tra le prossime sfide: l’impegno a promuovere facce, idee e speranze nuove, dando spazio ai giovani, ma anche trovare una sede adatta alle dimensioni del Comitato e al numero di persone che vi lavorano. Poi c’è la raccolta di firme, partita da Jesi, per una nuova normativa regionale che non preveda l’obbligatorietà del certificato medico per attività ludico-ricreative e sportive non agonistiche, o, in via subordinata, che ne disponga la totale gratuità, evitando il pagamento di 50 euro alle tante famiglie che hanno un figlio, un adulto o un anziano che pratica un’attività sportiva. E tra gli obiettivi futuri, la riforma della legge regionale 47/97, ormai superata dai tempi e iniqua.
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